Protezione di una ecotipo

La Rossara sta scomparendo, noi cerchiamo di salvarla

 

Tutti mi chiamano Rossara, attualmente abito nella valle dell'Avisio in Trentino orientale e sono una castagna di un bel colore rosso brillante, più piccola dei miei cugini marroni, ma mi contraddistinguo per il mio sapore molto dolce. 

Un tempo ero  famosa e apprezzata e la mia presenza era richiesta sulle tavole dell'Impero Austro-ungarico, per allietare i commensali con il mio sapore e il mio profumo nelle fredde giornate autunnali.

Purtroppo col tempo sono stata dimenticata a causa della considerazione sempre più crescente che ha avuto il mio cugino marrone, che  per la sua pezzatura maggiore veniva venduto a un prezzo più alto del mio, finendo per vivelre solo nei confusi ricordi d'infanzia di pochi nostalgici anziani della zona e su poche piante abbandonate ora avvolte dal bosco.

Proprio quando mi ero rassegnata a finire i miei giorni confusa con le mie sorellastre silvane, vedendo i miei alberi morire soffocati dal bosco e rimanere secchi come monumentali ricordi di un passato glorioso, accadde questo fatto. 

In una fredda giornata di autunno, proprio come quelle di tanti anni fa, ero sulla tavola di una ragazza del posto in compagnia di un forestiero. Mescolata e confusa ai miei cugini marroni,  il colore rosso intenso che mi contraddistingue attirò l'attenzione del ragazzo, che conquistato del mio gusto così dolce e intenso, chiese alla ragazza: "Ma le castagne non sono tutte uguali? Mi sembra che queste più piccole e rosse abbiano un sapore molto particolare! come mai?" e fu così che il mio nome, dopo molti anni che nessuno più lo nominava, ritornò alla mente della ragazza che lo aveva sentito pronunciare da bambina. "Dovrebbero essere le Rossare!" disse. "Mi ricordo che mio nonno le chiamava così e che aveva custodito alcune piante di Rossara per poter mangiarne i frutti insieme alla sua famiglia". 

Spinti dalla curiosità di riscoprirmi, i due andarono alla ricerca di quel bosco dimenticato da molti decenni e alla fine mi trovarono. Le mie piante erano nascoste dalla vegetazione che mi stava per soffocare, solo pochi rami si spingevano verso l'alto alla ricerca della luce per me vitale. La ragazza e il forestiero mi liberarono e impararono a conoscermi e prendersi cura di me col desiderio di valorizzarmi e farmi tornare all'antico splendore.

 

Nonostante sembri una fiaba a lieto fine il percorso da fare è ancora lungo e ho bisogno del vostro aiuto.

 

 La mia speranza è quella di salvare queste poche piante rimaste,così da permettere al mio antico sapore di ritornare a scoppiettare allegramente sul fuoco delle vostre case, di inebriarvi col mio profumo evocante ricordi spensierati d'infanzia e di ingolosirvi col mio dolce sapore.