Il paradiso dei Diavoli

Quando Iddio creò il mondo, la Val di Cembra non era affatto angusta come oggi e al posto della profonda e buia forra del torrente Avisio si stendevano prati fertili e foreste ricche di funghi. Era un vero e proprio paradiso terrestre, bagnato da innumerevoli sorgenti d'acqua fresca, che correvano a formare ruscelli e laghetti pieni di pesci guizzanti.
Avvenne, però, che alcuni Angeli si ribellarono all'onnipotenza del Creatore e, spinti dall'ambizione, cercarono invano di sovvertire l'ordine soprannaturale delle cose.
Vennero, allora, puniti e cacciati dal Paradiso, ma poiché il Signore, nella sua infinita bontà, non aveva ancora creato l'Inferno, i malvagi furono relegati proprio in Val di Cembra, che divenne la loro prima dimora. Da qui Satana mandò il subdolo serpente ad Adamo ed Eva; da qui partì il diabolico messo che instillò l'odio e l'invidia nell'animo di Caino; da quaggiù i ribelli lanciarono al cielo le più nefande bestemmie, finché Dio perse la pazienza e inviò una legione di Angeli e di Arcangeli per scacciare quei malvagi nell'Inferno finalmente creato.
Le potenze celesti circondarono la valle e i diavoli che in essa vivevano, e ingaggiarono una furibonda battaglia, al culmine della quale un lungo crepaccio si aprì nel bel mezzo e i cattivi vi precipitarono urlando. Poi tornò come d'incanto la pace, ma ormai i verdi prati erano scomparsi e al loro posto rimase uno spaventoso burrone, sul fondo del quale prese a ruggire l'Avisio.
E se qualcuno vuole rendersi conto di come fosse bella, un tempo, questa zona, basta che guardi il pianoro erboso sul quale venne poi costruito l'abitato di Cembra.
Quella è solo una pallida immagine di ciò che avrebbe dovuto essere, nei progetti di Dio, la valle più bella del mondo.