la barca di San Pietro

La vigilia dei ss. Pietro e Paolo il Pescatore di uomini scende sulla terra per raccogliere le anime meritevoli del Paradiso. Si dice che una volta l’anno, all’inizio dell’estate, il Padreterno mandi sulla Terra i suoi più fedeli collaboratori, ossia San Pietro e San Paolo, fondatori della Chiesa, concedendo loro di riscattare dal Purgatorio le anime di alcuni cristiani e di portarle anticipatamente in Paradiso.

 

È una prerogativa riservata a quei due grandi santi per via dei loro meriti e delle funzioni che svolgono in cielo. Infatti, Paolo, che e più colto di Pietro e ha viaggiato in lungo e in largo, ha una grande esperienza di uomini (sia ebrei che gentili) ed essendo uno che si e convertito piuttosto tardi, sa giudicare quando uno davvero ha deciso di abbracciare la vera fede; in questo caso, non conta più quello che si è stati in precedenza o quello che si è fatto contro i Comandamenti, perché quando uno cade da cavallo capisce che è il momento di cambiare vita.

 

Pietro, che s’intende anche lui di pentimenti (per quanto non desidera che gli vengano rinfacciati ogni volta che un gallo canta) custodisce le chiavi del Paradiso e fa passare chi gli pare, perché così gli e stato comandato da Gesù Cristo in persona, già all’epoca che i due pescavano insieme nel mare di Tiberiade, anche se poi preferirono pescare uomini anziché pesci. Ebbene, la notte fra il 28 e il 29 giugno di ogni anno, i due santi apostoli scendono in incognito in questa valle di lacrime e se trovano qualche anima fra i nostri cari defunti meritevole di misericordia, la raccolgono e la conducono in cielo.

 

Ora, io non so come avvenga questa traslazione, per quanto i Santi, si sa, sono capaci di fare miracoli; e anche un”anima purgata che è ritenuta degna del Paradiso e un”anima santa: forse si disperdono nell’aria come la nebbia che si dissolve al calore del sole o forse salgono come il profumo delle rose. Secondo i nostri vecchi, tuttavia, che coltivavano la saggezza non meno che la fede, per trasportare le anime San Pietro si serve di una barca, secondo le sue abitudini, essendo pescatore.

 

Accadde infatti ai tempi dei bisnonni che San Pietro, passando accanto alla dimora di un”umile famiglia della nostra pieve, udì i lamenti di alcuni buoni cristiani che piangevano sinceramente la recente scomparsa di un loro congiunto e ne ricordavano la bontà e le buone azioni. Ascoltando l’elenco delle sue virtù, il celeste Portinaio ritenne quell’anima meritevole di vedere abbreviato il tempo della sua purificazione, perché i parenti avevano impetrato la misericordia del Signore per lei e avevano ordinato un congruo numero di Sante Messe di suffragio.

 

Volendo forse, in questo modo, confermare ai viventi l”efficacia della preghiera per i defunti, San Pietro apparve in persona al cospetto di quella brava gente in lacrime e dopo aver benedetto gli abitanti di quella casa (stupefatti e intimoriti da quella inattesa presenza), così parlo: “Ho udito le vostre invocazioni e ho esaminato i meriti del vostro congiunto defunto. Per il potere che mi e stato conferito, ho annullato i debiti della sua anima e già domani essa dimorerà in Paradiso. Ma voi fornitemi il mezzo per il trasporto, perché ancora greve e il suo peso essendo legato ai ricordi della terra, mentre io sono troppo vecchio per portarla in braccio, sia pure con l’aiuto di Paolo. Una barca e ciò che mi serve: una piccola barca senza fasciame capace di galleggiare sospesa. Fatemela trovare pronta questa notte stessa e io vi assicuro che traghetterò il vostro caro nel regno dei beati.”

 

Non appena ebbe pronunciato queste parole, San Pietro sorrise, vedendo la costernazione dei presenti. “Come potremo procurarci una barca questa notte stessa? Noi non ne possediamo e neppure i nostri vicini. Tu hai voluto metterci alla prova, assegnandoci un compito impossibile, perché non puoi ignorare la nostra miseria.” Così si lamentavano i parenti addolorati, chiedendosi in che modo potessero procurarsi una barca, secondo quanto era stato loro comandato, quando uno di essi ad un tratto esclamò: “Le promesse dei Santi non sono mai vane. Colui che si e degnato di apparire in questa casa per consolarci non pretende di certo da noi l”impossibile.”

 

Quindi, prostratosi davanti a San Pietro, così lo prego: “Tu” disse “ci hai comandato di fornirti una barca piccola, senza fasciame, capace di galleggiare sospesa. Ebbene, nel nome del Signore tuo e nostro, abbi la bontà di spiegarci come ottenerla e noi quello che ci dirai lo faremo, perché abbiamo amato il nostro congiunto e desideriamo che ci preceda al più presto nel Regno” “Figlio” rispose compiaciuto quell’inviato del cielo, “poiché le tue parole sono dettate dalla carità, la tua domanda troverà pronta risposta e questa famiglia potrà ben presto contare su un potente intercessore presso Dio.

 

Sarà sufficiente che prendiate dell’acqua pura attingendola dal pozzo e un uovo fresco dalla madia; che cosa infatti meglio di questi elementi rappresenta la vita futura, quella stessa vita nuova che per mezzo di questo umile servo il Signore ha promesso a vantaggio del vostro caro defunto?”

 

 

 

 

Andarono dunque coloro ad attingere l”acqua dal pozzo secondo le indicazioni del Santo e ne riempirono una caraffa, nella quale versarono la chiara dell’uovo che si confuse con il colore del liquido. “Lasciatela qui fuori all’aperto, ai piedi dell’albero” disse San Pietro “e domani saprete che il Pescatore non cessa di riempire la sua barca con una pesca miracolosa”

 

La mattina dopo, infatti, dentro la caraffa, un minuscolo trasparente veliero fluttuava immerso nell’acqua limpida, protendendo gli alberi e la diafana velatura verso il cielo, secondo quanto era stato profetizzato.

 

Da quella volta, tutti gli anni alla vigilia dei Santi Pietro e Paolo si ripete il piccolo prodigio della barca di San Pietro e ogni volta un’anima penitente viene portata anticipatamente in Paradiso, secondo la promessa di colui che ne custodisce le chiavi e che continua nei secoli a fare il suo mestiere di pescatore di uomini.