PRINCIPI DI BIODIVERSITÁ

I nostri principi guida

“É importante [...]conservare tutto il conservabile […] , ma, per quanto possibile non congelarli, permettendo le interazioni fra geni, fra genotipi, fra organismi e fra tutto questo e  l'ambiente, in modo che la nuova  informazione genetica che continuamente si forma, possa fissarsi.” (M. Buiatti, “Elogio della diversità”, in Ambiente Italia 1992, a cura di G. Melandri e g: Conte, Firenze, Vallecchi, 1992) in (“ecologia agraria pag 66)

 

È da molti anno ormai che si parla di biodiversità e di agricoltura biologica. Talvolta non si ha ben chiaro di cosa si tratti e si riduce tutto a un simbolo che giustifica il prezzo maggiore rispetto al mercato. Preservare la biodiversità in un contesto biologico significa adottare un'ottica diversa da quella tradizionale, dove la transazione economica è alla base del lavoro svolto; significa  rispettare l'ambiente, considerarlo come un essere vivente che ha bisogno di cure e attenzioni amorevoli affinché si mantenga sano. 

 

L'agricoltura intensiva tutt'ora presente impone la monocoltura così da ottenere la massima quantità di prodotto nel poco spazio disponibile in realtà come quella del Trentino, dove gli appezzamenti sono piccoli e spesso impervi. La sostituzione della grande varietà di specie locali con pochi ibridi diffusi in tutto il mondo per rincorrere le caratteristiche ritenute utili, come ad esempio la elevata produttività, ha comportato una perdita di diversità genetica che ha reso le piante incapaci di adattarsi alla “plasticità” dei parassiti naturali. Nel contesto castanicolo questo è avvenuto con l'introduzione di ibridi euro-giapponesi, ritenuti migliori delle varietà europee per la rapida entrata in produzione (anche di soli tre anni) e dalla resa di frutti per pianta, decisamente maggiori. Questo ha portato al problema ben conosciuto del cinipide. Un altro problema dovuto al mercato globale e alla poca resistenza delle piante autoctone è stato l'avvento del fungo Gnomoniopsis Discula Pascoe, che nella stagione 2018 ha colpito buona parte della produzione castanicola anche trentina.

 

La varietà genetica è ciò che può garantire la continuità delle specie e dell'ambiente nel tempo e l'uomo oggi svolge un ruolo importante nella conservazione dell'ambiente. La conservazione della biodiversità è la condizione essenziale per la salvaguardia della diversità genetica, ed è necessaria a garantire le possibilità di evoluzione dell'ecosistema in conseguenza di modificazioni dei fattori climatici (altitudine, eventuale presenza di correnti calde o fredde, temperatura, umidità, precipitazioni, venti).

Secondo la definizione classica “biodiversità” significa:

  • plasticità e possibilità di adattamento dei viventi alle mutate condizioni ambientali;

  • salvaguardia delle possibili opzioni per il futuro, nelle scelte effettuate dall'uomo;

  • “alta ricreazione” nella frequentazione degli ambienti naturali.(NOTA)

 

Con il nostro progetto di conservazione della varietà di castagna Rossara nel suo ambiente naturale,  l'interesse è quello della “conservazione della biodiversità come valore ecologico e genetico, ma anche culturale, educativo, scientifico ed economico”(NOTA convezione).

Per fare ciò ci proponiamo di seguire i dettami dell'agricoltura biologica. “In agricoltura biologica sono utilizzate prevalentemente energie rinnovabili, valorizzando le risorse del territorio e sono favoriti i processi naturali atti ad assicurare una duratura fertilità del suolo (con) l'impiego delle risorse rinnovabili.” (idem p.158). Per questo uno dei propositi per la stagione 2019 è quella appunto di dedicare una parte dell'appezzamento alla coltura di grano saraceno e trifoglio da destinare al sovescio parziale.

 

Poiché il nostra storia è una storia di recupero di un castagneto abbandonato da almeno mezzo secolo, abbiamo deciso di conservare l'eterogeneità delle specie arbustive, per garantire la “ diversità biologica dell'ecosistema in generale, favorendo la presenza di animali e piante selvatici e dei relativi habitat naturali”.(citazione 158)

Infatti, per mantenere la biodiversità nel rispetto dell'ambiente e mantenere l'agricoltura biologica è importante attuare alcune strategie, come il favorire la complessità ambientale, che permette di ospitare di vari uccelli insettivori, fornire rifugio agli insetti pronubi e agli altri animali entomofagi (lucertole, toporagni..) importanti per il controllo dei parassiti oltre che, secondo l'esperienza popolare, lasciare arbusti di Rovere per il controllo del cinipide, l'artemisia absinthe contro le vespe e gli ungulati, la rosa e il nocciolo come indicatori di malattie fungine.

La complessità ambientale consente inoltre di creare zone di “calma antropica” dove possono trovare rifugio e riprodursi oltre che molti organismi utili, anche altri animali selvatici. 

Altro proposito per il 2019 è quello di adottare soluzioni con funzione di conservazione del suolo dall'erosione attraverso la semina e il mantenimento del tappeto erboso fiorito e il mantenimento nella zona perimetrale di piante di acacia che costituiscono un'utile barriera frangivento, oltre che attraverso tecniche di ingegneria ambientale per il consolidamento delle rampe utilizzando esclusivamente materiale presente nell'appezzamento.