le regole per la TUTELA DELLA CASTAGNA ROSSARA

IL NOSTRO DISCIPLINARE

 PREMESSA 

Pensiamo sia giusto condividere con voi quelli che abbiamo chiamato '7 punti d'oro' che descrivono la Castagna Rossara, la cura dei nostri castagni, il trattamento e la commercializzazione del frutto. 

Questi punti sono stati pensati come una sorta di 'proto-disciplinare' volto a favorire il rispetto e la tutela della pianta ed a valorizzazione al meglio il prodotto. Solo in tale maniera siamo sicuri di poter garantire la genuinità e la qualità del prodotto, oltre che il rispetto per la pianta e per l'intero ecosistema di cui fa parte. 

 

Punto n.1: Denominazione del prodotto

“Rossara” è il nome con cui questo tipo di castagna viene chiamata dalla gente del luogo per distinguerla dai marroni e da altri tipi di castagna. Dopo un'accurata ricerca biblio-archivistica, possiamo però affermare che, con tale denominazione, risulta essere così chiamata anche in vari documenti storici (si rimanda alla pagina dei 'documenti storici').  

 

Punto n.2: Caratteristiche del prodotto

Scheda descrittiva morfologica per Castanea sativa Mill. (castagno)

Scheda compilata nell'anno 2018

 

DESCRITTORI MORFOLOGICI

. Albero:

      • portamento dell'albero: eretto

 

 

. Fiori: 

      • epoca di inizio fioriura: media

      • epoca di inizio fioritura femminile: media

      • fiore maschile, lunghezza dell'amento: lungo

      • epoca di germogliamento: media (seconda settimana di Aprile)

 

. Foglia: 

      • dimensione della foglia al suo massimo sviluppo: debolmente asimmetrica

      • rapporto lunghezza/larghezza della foglia pienamente sviluppata: piccolo

      • posizione della foglia rispetto al rami: orizzontale

      • forma della base della foglia pienamente sviluppata: cordata

      • dentatura del margine fogliare: dentata

      • rapporto lunghezza della lamina/lunghezza del picciolo della foglia pienamente sviluppata: picciolo corto, lamina lunga

 

. Frutto: 

      • epoca di inizio della maturazione del frutto: 5-6 ottobre

      • embrione del frutto: mono-embrionale

      • frutto penetrazione dell'involucro del seme dentro l'embrione: presente

      • frutto forma: globoso

      • dimensione dell'ilo: grande

      • frutto colore (alla raccolta): marrone chiaro

      • frutto dimensione: medio

      • involucro del seme, aderenza all'embrione (frutto fresco): medio

      • embrione, colore della polpa: crema

 

Punto n. 3: Zona di produzione e legame con l’ambiente geografico

Il castagneto di cui ci stiamo prendendo cura si trova vicino al centro abitato di Albiano, paese sito nella parte bassa della Val di Cembra (Aviosiothal), sulla sponda sinistra del torrente Avisio, in Trentino, sito a quota 644 m s.l.m. 

Albiano è conosciuto come uno dei principali centri della produzione, lavorazione e commercializzazione del porfido. Anche il nostro bosco, dunque, sorge su un terreno di origine vulcanica (quindi 'acido') in quanto porfirico, lungo una ben irrorata costa del torrente Avisio: un habitat ottimale per la coltivazione dei castagni. 

L'economia del paese di Albiano, un tempo, prima del boom economico dato dall'estrazione e commercializzazione del porfido, contava molto sulla produzione e vendita di castagne; a testimonianza dell'importanza che ha avuto questa pianta per i biani, lo stemma del paese, sul quale è raffigurato, appunto, una pianta di castagno e che rimarrà, nell'avvenire, testimone di questa secolare storia. Attualmente la zona conserva una buona produzione di castagne di qualità, attività seppur oramai drasticamente diminuita che noi, con il nostro progetto, stiamo cercando di far rivivere.

 

Punto n. 4.  Storia del castagneto, cura delle piante e monitoraggio  

Quando abbiamo deciso di intraprendere quest'avventura, ovvero nel 2017, ci siamo ritrovati di fronte ad un bosco abbandonato a sé stesso da almeno una 50ina d'anni: non potevamo sapere se avremmo trovato castagni ancora vivi (questo anche perché i primi sopralluoghi al bosco sono avvenuti in inverno). 

Per prima cosa, abbiamo così deciso di liberare i castagni dalla presenza delle altre piante che li stavano soffocando ed aspettare la bella stagione per capire se ci fossero castagni ancora in vita. Data la mole di lavoro e l'investimento economico che ciò avrebbe comportato, inizialmente abbiamo 'liberato' solo una parte del bosco (anno 2017). Con il ricavato della vendita delle castagne prodotte da questi primi castagni 'liberati', abbiamo potuto, quest'anno, procedere alla sistemazione della seconda parte del bosco.

Abbiamo deciso di lasciare a contorno del castagneto una certa quantità di altre specie vegetali, per non stravolgere l'ecosistema esistente. Dopo il disboscamento, abbiamo seminato dell'erba e dei fiori di prato in modo da mantenere il terreno ad un giusto grado di umidità e compattezza.  

Abbiamo ritenuto opportuno non infliggere ai castagni una potatura pesante, data la loro situazione precaria, limitandoci ad una decisamente meno drastica e meno invasiva potatura dei rami secchi, portatori di malattie. Le piante sono state in seguito concimate con l'apporto di nutrimenti a base minerale, in modo da 'aiutarle' nel processo di rinvigorimento.

I castagni vengono occasionalmente irrorati con acqua, nei periodi di siccità (estate). Durante l'anno ci rechiamo nel castagneto per falciare l'erba e liberarlo dalle piante infestanti. 

 

Quando abbiamo deciso di tentare il salvataggio del castagneto, non sapevamo che varietà di castagna producessero le piante, sapevamo che 'sicuramente' alcune di queste producevano castagne dette 'rossare', ma non sapevamo quali. Così, abbiamo agito su due fronti: 

- in primo luogo abbiamo intervistato alcuni castanicoltori 'storici' della zona e abbiamo fatto una serie di ricerche nell'Archivio di Stato di Trento, in quello Provinciale e in varie biblioteche nella speranza di ritrovare documenti che attestassero e descrivessero questa castagna; 

- abbiamo numerato ogni pianta (o giomo) e ad ognuna abbiamo dedicato una scheda di classificazione in cui segnare i monitoraggi fatti durante tutto l'arco dell'anno.

I monitoraggi vengono fatti anche tramite l'ausilio di un piccolo drone che ci consente di verificare le condizioni dei rami alti e di seguire l'andamento della fioritura, fino alla maturazione del frutto. 

 

Durante quest'ultimo anno di osservazione siamo arrivati alla conclusione che nel bosco sono presenti 4 varietà di castagna: Rossara (innestata), Rossara (non innestata, tardiva), Marrone e  Marroncino (il più precoce di tutte e 4). È nostra intenzione approfondire la conoscenza delle peculiarità di tutte e quattro le varietà in quanto per noi rappresentano, tutte, testimonianza della cultura alimentare tipica dei tempi passati dei nostri territori.   

 

 

. Punto n. 5: Ottenimento del prodotto:

Durante il periodo di maturazione del frutto, la raccolta viene fatta tutti i giorni, a mano, in modo da salvaguardare l'integrità del prodotto e della pianta, senza ricorrere alla 'battitura' di quest'ultima in modo da favorire la naturale caduta dei ricci. Per aiutarci nella raccolta, nel castagneto abbiamo creato delle specie di 'paratie' (cioè delle strutture verticali, parzialmente immerse nel suolo, ottenute disponendo rami di nocciolo uno sopra l'altro nel terreno) con lo scopo di formare delle zone di accumulo dei ricci. 

Nel caso in cui, quest'ultimi, non fossero giunti a giusta maturazione, verranno raccolti e messi nella 'rizara' (tecnica tradizionale che consiste nell'accumulare i ricci in uno spazio asciutto, arieggiato e di coprirli con rami di nocciolo per alcuni giorni, in modo da favorirne la maturazione e la conservazione del frutto) fino all'avvenuta della schiusura. 

. Ricci e castagne sono raccolte in ceste di vimini e in borse in stoffa per permetterne la traspirazione e non favorire la comparsa di muffe e allergeni. 

 

. Una volta raccolte, le nostre castagne subiscono la tradizionale “novena” (o “trattamento a freddo”), fatta solo ed esclusivamente con acqua: consiste nell'immersione delle castagne in appositi contenitori riempiti con acqua. Ogni giorno l'acqua viene cambiata. IL trattamento dura nove giorni (appunto, 'novena') e ha un duplice scopo: consente di individuare le castagne bacate o secche e di garantire la conservazione per alcuni mesi delle castagne. 

A fine trattamento le castagne vengono stese al sole e lasciate asciugare naturalmente e/o con l'aiuto di un apposito asciugamano.

Dopodiché vengono divise per tipo e calibro e messe in appositi contenitori, posti in un ambiente pulito e privo di odori, pronte ad essere confezionate ed inviate al cliente. Ogni giorno le castagne rimaste nei contenitori vengono scosse e rimescolate in modo da garantirne la ventilazione e, di conseguenza, la conservazione ottimale.  

. Una volta finita la 'rizara', i ricci sono riportati nel bosco in quanto andranno a fornire dell'ottimo concime naturale per i castagni. 

 

Riassumendo, le castagne vengono raccolte, pesate, trattate, calibrate, conservate e confezionate direttamente da noi (Valentina e Sandro) ;)